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Crèpes con verdure e Besciamella allo Zafferano

Ed eccoci con il terzo appuntamento di L’Abruzzo in Tavola il tema di questo mese è:
L’Oro Rosso dell’Aquila: Lo Zafferano
Negli anni 70  un gruppo di agricoltori dell’altopiano di Navelli si unirono in una cooperativa per coltivare questa preziosa spezia .
Grazie a loro l’Abruzzo oggi può vantarsi di coltivare la varietà di Zafferano più famosa al mondo.

 

Crepès con Verdure di Primavera e Besciamella allo Zafferano

Ingredienti:
 
Per le Crèpes (10/12)
 
100 g Farina di Solina 
50 g Farina 0
350 ml di Latte
50 ml di Acqua
2 Uova
1/2 Cucchiaino di Sale
Burro per ungere il Padellino da Crèpes
 
Per il Condimento:
 
2 Carote 
2 Zucchine
Asparagi
1 Scalogno
500 g Besciamella
Zafferano D.O.P. dell’Aquila q.b.
50 g di Parmigiano Reggiano grattugiato 
Olio extra vergine d’Oliva
Sale e Pepe
 
 
 
 
Preparate le Crèpes in una terrina sbattere le uova con una frusta , aggiungete piano piano la farina passata al setaccio il latte e l’acqua continuando a lavorare con le fruste fino ad ottenere una pastella liscia e senza grumi, saliamo copriamo con la pellicola e mettiamo in frigo a riposare per un oretta.
Scaldiate un padellino, ungetelo di burro e cuocete le crèpes. Nel frattempo pulite e tagliate a bastoncino le verdure carote zucchine e punte di asparagi e fatele saldare in padella con un filo d’olio per cinque minuti. Preparate la besciamella ( seguendo la vostra personalissima ricetta ) , a parte soffriggete lo scalogno unite lo zafferano sciolto in pochissima a acqua calda e infine unite tutto alla besciamella.
Unite parte della besciamella allo zafferano alle verdure farcite le crepès ad una una e adagiatele su una teglia unta di burro ricoprite il tutto con la besciamella restante una spolverata di parmigiano e cuocete in forno a 200° per 10/15 minuti fino a formare una crosticina dorata. servite le crèpes sia calde che fredde.

 

Ricordatevi che sulla pagina facebook di L’Abruzzo in Tavola trovate tutte le proposte con lo Zafferano delle altre amiche blogger, non fatevele scappare,sono una meglio dell’altra 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Carnevale/ Cucina Regionale/ Festività/ Lievitati/ Senza categoria

Gnocco Fritto Emiliano

Questo era il post che avevo programmato per Carnevale, ma che non sono riuscita a pubblicare in tempo ve lo propongo oggi, perché tanto lo Gnocco fritto lo potete preparare e gustare tutte le volte che vi va .
 
 
La ricetta è tratta dal Sale&Pepe di Febbraio 2012 nell’editoriale la direttrice del giornale Laura Maragliano dice che si tratta di una ricetta spedita  da una lettrice di Reggio Emilia Anna Tognini ben 25 anni anni fa.
È una variante della ricetta tradizionale e prevede nell’impasto l’uso dello stracchino, il risultato è uno gnocco fritto croccante fuori e morbido dentro ottimo sia caldo che freddo.
 
 
 
 
 
 
 
Ingredienti:
250 g di Farina 
60 g di Stracchino
10 g di Burro
50 ml di latte
50 ml di Acqua Frizzante
Olio di semi di Arachide
Sale
2/3 g lievito di lievito di Birra ( mia aggiunta)
 
 
 
 
Sciogliete il burro e scaldate leggermente il latte.
Su una spianatoia disponete la farina fate una fontana , unite il latte il burro, il lievito  , lo styracchino una presa di sale e cominciate a lavorare  aggiungendo piano piano l’acqua ( non è detto che vi serva tutta), fino ad ottenere un impasto liscio e sodo. Formate una palla incidetela con un taglio a croce e lasciate riposare per 2 ore circa.
lavorate nuovamente l’impasto ,stendetelo con il mattarello su di un piano infarinato ad uno spessore di circa 4 mm. 
praticate dei tagli incrociati formando dei rombi di circa 5 cm di lato.
Friggete gli gnocchi  in olio profondo e caldissimo. Sono pronti in meno di un minuto.
Sgocciolateli su  fogli di carta assorbente.
Serviteli caldi accompagnati da salumi , Formaggi e Sottaceti.
Una tira l’altro.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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Calamari a modo mio

Questa preparazione ha allietato la mia tavola più volte quest’estate,  pesce  fresco come piace qui a casa ,con quello che c’è in dispensa , patate e olive “cunsate” ,sicule ovviamente.
 
 
 
 
Ingredienti:
 
4 Calamari
4 Patate
Olive Verdi condite
1 Spicchio d’Aglio
Prezzemolo
Vino bianco q.b.
Olio extra vergine d’oliva
1 noce di Burro
Rosmarino
Sale e Pepe
 
 
Pulite per bene i calamari tagliate le sacche a rondelle e dividete  i tentacoli in due, metteteli in una ciotola e copriteli con del vino bianco, lasciate marinare per 2 orette.
Nel frattempo pelate le patate, tagliatele a grossi tocchi e sbollentatele per un paio di minuti.
Scolatele bene, trasferitele in una pirofila condite con 2 cucchiai d’olio, sale pepe e rosmarino, mettete in forno a 200° . Dopo 10/15 minuti unite la noce di burro ,mescolate e completate la cottura.
A questo punto scolate dal vino i calamari ,trasferiteli in un altra pirofila, condite con olio, aglio e prezzemolo
tritati, sale e pepe. Infornate per una decina di minuti ( forno caldo sempre a 200°).
Una volta cotti calamari e patate uniteli insieme ( eliminando il liquido che i calamari avranno creato in cottura) unite due cucchiai di olive condite mescolate e servite.
Potete mangiare questo piatto anche freddo.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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Cuscus con Gamberi e Zucchine

Il famoso connubio tra Gamberi e Zucchine in versione Maghrebina ovvero uniti alla semola per un Cuscus di primavera.
 
 
 
Ingredienti per 4
 
250g di Semola per Cuscus
500g Mazzancolle
2 Zucchine 
1/2 Scalogno
Prezzemolo
Harissa 
1 Spicchio d’Aglio
Olio extra vergine d’oliva
1/2 Bicchiere di vino bianco
Sale 
Pepe
 
 
 
 
 
In un pentolino mettete a scaldare dell’acqua 1/2 l circa. 
nel frattempo in una ciotola condite la semola con 2 cucchiai d’olio, del prezzemolo tritato, lo scalogno tritato  e un pizzico di harissa salate e lasciate insaporire.
Appena l’acqua bolle versatela con un mestolo sulla semola ( solo quella che serve ,dovete semplicemente bagnarla la semola non annegarla) mescolate velocemente il cuscus e coprite con un coperchio ( il calore gonfierà e renderà morbido il cuscus )
 
 
 
Tagliate le zucchine a bastoncini e  fatele saltare in padella con uno spicchio d’aglio e un filo d’olio, pulite le mazzancolle , privatele della testa e sgusciatele (meno qualcuna che vi servirà per decorazione) 
saltatele in padella per pochi minuti con olio e sfumate con vino bianco, salate e pepate.
Togliete il coperchio dal cuscus sgranate la semola con una forchetta aggiungete le zucchine e le mazzancolle , completate con del prezzemolo tritato fresco lasciate insaporire per una decina di minuti e servite. Questo piatto è ottimo da gustare freddo.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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French Toast a modo mio

Il French Toast nasce come piatto di recupero, fette di pane raffermo imbevute di latte e uova e fritte,declinate in mille versioni dal dolce al salato.
 Sul French Toast e le sue origini la letteratura gastronomica mondiale è ricca di versioni.
Nel “De re Coquinaria” Apicio ( Il Pellegrino Artusi dell’antica Roma) ne parlava già come piatto dolce ” “Tagliare a fette del pane bianco, rimuovere la crosta e immergerle in uova sbattute e latte, friggere in olio, coprire con miele e servire”
Nell’ Encyclopedia of American Food and Drink si parla di “Pain Perdu” letterarmente “pane perduto” di origini francesi dunque, termine che in Spagna si è trasformato in “Torriga” e in Germania in “Arme Ritter” Tanto che in America in epoche diverse si parlava del French Toast ora come “Lo Spagnolo” ora come “Il Tedesco”.
  Nel “Larousse Gastronomique” si dice che il French Toast è un piatto tradizionale del sud della Francia che viene consumato nei giorni di festa ,in particolare a Pasqua.
Di simile avviso è “The New York Times Food Encyclopedia” riprende il filone delle origini francesi del pain perdù che in  Germania diventa  “Arme Ritter” letteralmente ” Cavaliere Povero” era appunto il dessert dei cavalieri,uomini non ricchi ma  comunque “signori” che potevano al contrario del popolo  permettersi il dessert. Il french Toast in questo caso diventava simbolo di distinzione tra la nobiltà e la povera gente.

Su Vivere New York ho trovato un aneddoto che smentisce tutto quello che vi ho raccontato sopra:
“Il vero French Toast nasce in una piccola taverna di Albany (capitale dello stato di New York) nel 1724.French non sta per francese, ma è il nome del proprietario del
locale, Joseph French, che inventò questa “specialità” e per primo la
servì per colazione. Avrebbe dovuto utilizzare il genitivo
sassone e chiamarla “French’s toast”, ma forse per mancata preparazione
scolastica, si limitò a chiamarla French Toast e da allora il termine,
insieme alla ricetta, si diffuse in tutta America provocandone il
conseguente fraintendimento”

Qualunque sia la sua origine  di certo sappiamo che il French toast è una era prelibatezza a colazione nella sua versione dolce o salato a pranzo o a cena fa sempre felici tutti, io vi presento la mia di versione salata con ingredienti tutti italiani.

French Toast in cocotte con Pere, Nocciole, Lardo di Colonnata e Lou Blau.

 

Ingredienti per 6 cocotte
6/8 fette di Pane Raffermo (una fetta per cocottina più o meno, potete usare anche una teglia , regolatevi con il pane secondo le dimensioni del recipiente che avete deciso di utilizzare)
 6 fette di lardo di Colonnata
40g di Burro ammorbidito  Fattorie Fiandino
2 Pere Kaiser
100g di Lou Blau Fattorie Fiandino
2 uova
200ml latte
Nocciole tritate
Miele
Sale
Pepe
 
 
 Tagliate la crosta alle vostre fette di pane e dividetele a metà , ungete con il burro le cocotte, coprite il fondo di ogni cocotte con uno strato di pane, salate, pepate continuate  con uno strato di pere tagliate a fettine, il lardo di colonnata e il lou blau e terminate con un altro strato di pane .
 
 

Sbattete le uova con il latte, il sale e il pepe versate il composto ottenuto sul pane lasciate qualche ora in frigo a riposare.
Scaldate il forno a 170° completate le vostre cocotte con altre fettine di pera e lou blau. sploverate con le nocciole tritate e mettete in forno per 20 minuti circa. Controllate la cottura infilando uno stecchino come fosse una torta ,dovrebbe uscire pulito. Servite appena uscite dal forno con un filo di miele tutto intorno.

Con questa ricetta partecipo al Contest Fattorie Fiandino 2012
 
 
 
CONSIGLIA Torta di mais